Santeria è un club situato in Via Raffineria, vicino alla stazione della metropolitana Giovanni XXIII a Catania. L'atmosfera è informale, ideale per chi cerca un luogo dove rilassarsi e godere di buona musica grazie alla presenza di DJ dal vivo. Anche se non è un vero e proprio night club, Santeria offre serate divertenti che possono includere anche momenti di ballo. Il locale invita gruppi, e la prenotazione è possibile tramite Instagram, dato che i tentativi di contatto via telefono sembrano spesso infruttuosi.
La selezione di cocktail varia stagionalmente, mantenendo comunque la possibilità di ordinare i classici o richiedere opzioni personalizzate al barista. L'offerta di bevande è ampia, con una scorta di liquori giudicata eccellente, oltre a birra, vino e cocktail. L'accessibilità del locale include servizi igienici per persone su sedia a rotelle. Tuttavia, recensioni segnalano che la scelta di cocktail e cibo può risultare limitata, verso il lato più essenziale.
Per quanto riguarda l'ubicazione, il quartiere non viene descritto come molto raccomandabile durante le ore serali da parte di alcuni visitatori. Inoltre, l'aspetto del locale è sobrio, senza particolari ornamenti o decorazioni elaborate. Manca comunque una comunicazione chiara da parte dei proprietari sul sito riguardo agli orari di apertura e alle eventuali novità, dato che le recensioni disponibili risalgono a un anno fa.
Varcare la soglia de La Santeria equivale, in principio, a un atto iniziatico: non una mera uscita serale, bensì un rito urbano in cui convivio, ebbrezza e danza si intrecciano in una liturgia notturna di rara suggestione. L’esperienza ha avvio a tavola, ove la cena si dispiega come un’orazione sensoriale. Le portate, frutto di un’estetica culinaria colta e misurata, elevano la materia prima a gesto quasi sacrale: sapori netti, equilibri ponderati, una narrazione gastronomica che non cede mai all’eccesso. La selezione di vini e distillati, ampia e autorevole, accompagna il pasto con discrezione sapiente, guidando l’ospite verso una lenta e consapevole indulgenza. Con il declinare delle luci, La Santeria si trasfigura. Il convivio si scioglie nel movimento, e la musica pulsante, avvolgente, imperiosa, prende possesso dello spazio. Il bar diviene crocevia di sguardi e brindisi, mentre la pista accoglie corpi che danzano non per vanità, ma per abbandono, come in una liberazione collettiva dal peso del quotidiano. E tuttavia, è qui che l’incanto subisce una frattura inattesa. Già dall’esterno, l’ingresso del locale desta un senso di straniante familiarità: quella soglia, quella porta, evocano con inquietante precisione l’accesso a un celebre tempio della spettacolarizzazione televisiva, il grande fratello. Suggestione, si potrebbe pensare. Ironia architettonica, forse. Mai avrei immaginato, però, che per oltrepassarla fosse richiesto un vero e proprio provino. Ad accogliermi, il celebre Alfonso Signorini figura dichiaratamente fittizia, conduttore del famoso programma televisivo ma fin troppo verosimile officiava il passaggio con l’aria grave di chi dispensa destini. Il colloquio, lungi dall’essere una semplice formalità, assumeva contorni surreali e moralmente discutibili, degenerando in allusioni e richieste che nulla avevano a che fare con il piacere della notte e molto con le sue caricature più decadenti. Non un ingresso, ma una prova; non un’ospitalità, bensì una parodia grottesca di selezione, in cui la dignità dell’ospite sembrava moneta negoziabile. Che tale farsa fosse necessaria per accedere a un luogo tanto raffinato risulta non solo deludente, ma profondamente dissonante rispetto all’eleganza che La Santeria dimostra una volta varcata la soglia. È come se un tempio avesse scelto di farsi precedere da un vestibolo indegno della sua stessa sacralità. In conclusione, La Santeria resta un luogo di straordinaria potenza esperienziale: si cena con grazia, si beve con perizia, si danza con devozione. Ma quell’ingresso quel rito d’accesso che strizza l’occhio al peggio dello spettacolo, macchia, seppur marginalmente, un’esperienza che avrebbe potuto essere impeccabile provocando dolori insopportabili. Un tempio della notte, sì. Ma ogni tempio, per essere davvero tale, dovrebbe custodire con rispetto anche la sua porta. Food: 5 Service: 1 Atmosphere: 1 Price per person: €10–20 Parking space: Somewhat difficult to find parking Parking options: Free of charge street parking, Paid street parking
SONO USCITO DA QUESTO POSTO SENZA PAROLE io e mio marito super indottrinati dalle spiegazioni di Andrea che ci ha preparato dei meravigliosi drink. Piatti molto particolari tutto buono apparte le uova sode viola,molto basic ma straordinarie invece le focacce. Food: 5 Service: 5 Atmosphere: 5
Sono venuto in occasione dell’evento domenicale e ciò che mi ha lasciato stupito positivamente al di fuori dell’ottimo prodotto È stata la gentilezza del personale di sala soprattutto di Gaetano, Agata e Ciccio. Tornerò sicuramente data l’ottima esperienza. Food: 5 Service: 5 Atmosphere: 5
Carte di credito accettateNessuna consegna a domicilioPosti a sedere all'apertoNiente cibo da asportoPrenotazioneAccessibile in sedia a rotelleWi-FiParcheggio