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Response from the owner
un mese fa
Buongiorno Cristina, grazie delle sue considerazioni. Approfitto per raccontare ancora meglio cosa si propone la Vision di Faro. Faro vuole fare cultura, cultura sul cibo, sulla relazione col cibo, sulla relazione con la produzione del cibo, sulle persone che producono, sul come è sano produrre al di la di ideologie e dogmi, sulla vitalità della materia prima che niente ha a che fare con le certificazioni, Per rispondere alla sua osservazione sulla generosità delle porzioni, sono felice di poter dire che sono fin troppo abbondanti se consideriamo il tipo di vita che conduciamo, e per Faro è fondamentale prendersi cura anche dell'addormentamento che ci affligge e ci porta a riempire vuoti interiori attraverso il cibo. Questa è una nostra "conditio sine qua non". Inoltre un secondo aspetto è la eccezionale qualità della materia prima che usiamo (in altre risposte qui su google ho spiegato meglio) per cui consideri che i prezzi con cui usciamo sono quasi rivoluzionari in un panorama come Milano, che per l'appunto privilegia la quantità alla qualità. E sottolineo che per qualità non intendo le certificazioni, gli slogan km 0 o stagionalità e nemmeno biologico. Intendo che noi conosciamo personalmente quasi tutti i nostri produttori e nella scelta privilegiamo il loro atteggiamento intellettuale e morale alla Vita e di conseguenza all'approccio al lavoro. QUesto richiede tempo, attenzione, studio, cura. Mi rendo conto che non siamo un ristorante convenzionale, ma siamo un presidio vitale, un "Cavallo di Troia" in un posto (Milano) dove di Vita vera se ne vede e se ne sente poca. Sarebbe importante leggere più che le recensioni al mio locale, leggere le mie risposte, in modo da valutare se si ha veramente voglia di entrare in contatto con una realtà complessa, per niente compiacente!