Piatti della cucina vegetariana e vegana sono nel menu di questo locale. In questo posto i clienti possono gustare pasti deliziosi e ordinare curatissimi ragù bolognese, frittata e ricotta. I gustosi gelato e dolcetti ti impressioneranno al primo assaggio. Bere deliziosi vino della casa, cordiale o birra, è d'obbligo quando sei in questo ristorante. Fantastico caffè è tra le cose più interessanti che puoi degustare qui.
Il successo di questo posto non sarebbe possibile senza il carinissimo personale. Rimarrai sicuramente soddisfatto del fichissimo servizio. Sembra che qui i prezzi siano bassi. C'è un ambiente gioviale al ristorante Buò. Google gli attribuisce un punteggio di 4.3, perciò puoi scegliere decidere per questo ristorante se vuoi stare bene.
Spesso citati nelle recensioni
Recensioni dei visitatori su Buò
/ 485
| LunedìLun | 10:00-16:00 |
| MartedìMar | 10:00-16:00 |
| MercoledìMer | 10:00-16:00 |
| GiovedìGio | 10:00-16:00 19:00-23:00 |
| VenerdìVen | 10:00-16:00 19:00-23:00 |
| SabatoSab | 10:00-16:00 19:00-23:00 |
| DomenicaDom | 10:00-16:00 |
Doveva essere una cena regalo, si è trasformata in un incubo pubblico.
In possesso di uno Smartbox regolarmente registrato, accetto un upgrade da 10 € per passare da 2 a 5 portate, come proposto durante la registrazione. Tutto confermato da Smartbox.
Chiamo il ristorante Buò di Bari, sette giorni prima, per prenotare il 6 alle 20:30, segnalo con largo anticipo gravi intolleranze alimentari (cipolla, aglio, erba cipollina, scalogno, porro). La signora al telefono, molto gentile, mi rassicura: nessun problema, comunicheremo tutto alla cucina. Mi informa anche della musica dal vivo dopo le 21:30 (4 € a persona), specifico che probabilmente saremmo andati via prima. Fine.
Arriviamo al ristorante e la prenotazione non esiste, ci dicono che non è stata presa la nostra prenotazione. Spiego tutto: chiamata, Smartbox, upgrade. Senza verificare il voucher ci fanno comunque sedere.
A fine serata, ci comunicano che non possiamo usufruire delle 5 portate previste dal voucher. Decidiamo quindi di andare via.
Ed è qui che inizia l’assurdo.
Il gerente afferma che il nostro voucher “non risulta” e pretende che paghiamo la cena, già pagata in precedenza. Al nostro rifiuto (ovvio e legittimo), veniamo umiliati davanti agli altri clienti, trattati come se stessimo cercando di truffare il locale. Il gerente arriva persino a minacciare di chiamare i Carabinieri.
Un altro cliente, si offre addirittura di pagare il nostro conto (circa 60 €) e qui siamo davvero alla frutta. Una mortificazione totale.
Il giorno dopo torniamo per chiarire, convinti della nostra buona fede. Emerge finalmente la verità: avrebbero dovuto verificare il voucher prima di farci sedere, non dopo. Errore loro.
Nonostante ciò, la gestione continua a rimpallarci: “manca un codice”, “non è quello giusto”, “non è sufficiente”. Dopo mezz’ora riesco persino a recuperare il famigerato codice a tre cifre, ma nemmeno questo basta: secondo il gerente “corrisponde a un altro importo”. Un labirinto kafkiano senza via d’uscita.
Come se non bastasse, durante tutta la vicenda ci hanno fotografati senza consenso e hanno fotografato un mio documento. Comportamenti gravissimi e potenzialmente illegali.
Non entro nel merito del cibo, perché qui il problema è ben più serio:
• totale disorganizzazione
• gestione arrogante
• mancanza di rispetto verso il cliente
• esposizione pubblica e umiliazione
• zero assunzione di responsabilità
Una cena dovrebbe essere piacere, non un processo pubblico.
Esperienza che non auguro a nessuno.
Giusto per la cronaca entro nel merito di una potenziale denuncia:
Profili potenzialmente denunciabili (in Italia)
1. Minaccia di chiamare i Carabinieri senza fondamento
Se usata come pressione per ottenere un pagamento non dovuto, può rientrare in:
• violenza privata (art. 610 c.p.)
• oppure tentata estorsione se finalizzata a ottenere denaro con intimidazione
2. Umiliazione pubblica e accuse davanti ai clienti
Può configurare:
• diffamazione (se vi hanno fatto passare per truffatori davanti a terzi)
• trattamento lesivo della dignità personale
3. Fotografie senza consenso
Qui il terreno è molto serio:
• foto a persone senza consenso in un contesto non pubblico → possibile violazione della privacy
• aggravante se usate per “difendersi” o intimidire
4. Fotografia del documento
Questo è il punto più delicato:
• non avevano alcun titolo per fotografare un documento
• possibile violazione:
o GDPR
o Codice Privacy (D.lgs. 196/2003)
• illecita acquisizione e trattamento di dati personali
Questo da solo è sufficiente per una segnalazione al Garante Privacy, anche senza querela penale.
Quello che descrivo non è una semplice “brutta esperienza”:
è abuso di posizione, gestione aggressiva e violazione dei miei diritti.
Il fatto che io sia uscita sentendomi umiliata insieme al mio compagno è già un segnale forte di trattamento lesivo alla propria dignità