Il menu propone autentici piatti della cucina vegetariana e vegana in questo ristorante. È ora di provare i loro curatissimi ragù bolognese, ricotta e risotto. Prova l'ineguagliabile gelato: è una delizia. Buò ti offre degli ottimi vino della casa, cordiale o birra. Una selezione di delizioso caffè è proposta ai visitatori.
Diversi ospiti constatano che il personale è gioviale in questo posto. Rimarrai sicuramente soddisfatto del veloce servizio. Molti critici riportano che i prezzi sono adeguati per quello che mangi. Un ambiente silenzioso qui lo trovi. Gli utenti di Google che visitano questo locale affermano che il voto più corretto è di 4.3.
Doveva essere una cena regalo, si è trasformata in un incubo pubblico.
In possesso di uno Smartbox regolarmente registrato, accetto un upgrade da 10 € per passare da 2 a 5 portate, come proposto durante la registrazione. Tutto confermato da Smartbox.
Chiamo il ristorante Buò di Bari, sette giorni prima, per prenotare il 6 alle 20:30, segnalo con largo anticipo gravi intolleranze alimentari (cipolla, aglio, erba cipollina, scalogno, porro). La signora al telefono, molto gentile, mi rassicura: nessun problema, comunicheremo tutto alla cucina. Mi informa anche della musica dal vivo dopo le 21:30 (4 € a persona), specifico che probabilmente saremmo andati via prima. Fine.
Arriviamo al ristorante e la prenotazione non esiste, ci dicono che non è stata presa la nostra prenotazione. Spiego tutto: chiamata, Smartbox, upgrade. Senza verificare il voucher ci fanno comunque sedere.
A fine serata, ci comunicano che non possiamo usufruire delle 5 portate previste dal voucher. Decidiamo quindi di andare via.
Ed è qui che inizia l’assurdo.
Il gerente afferma che il nostro voucher “non risulta” e pretende che paghiamo la cena, già pagata in precedenza. Al nostro rifiuto (ovvio e legittimo), veniamo umiliati davanti agli altri clienti, trattati come se stessimo cercando di truffare il locale. Il gerente arriva persino a minacciare di chiamare i Carabinieri.
Un altro cliente, si offre addirittura di pagare il nostro conto (circa 60 €) e qui siamo davvero alla frutta. Una mortificazione totale.
Il giorno dopo torniamo per chiarire, convinti della nostra buona fede. Emerge finalmente la verità: avrebbero dovuto verificare il voucher prima di farci sedere, non dopo. Errore loro.
Nonostante ciò, la gestione continua a rimpallarci: “manca un codice”, “non è quello giusto”, “non è sufficiente”. Dopo mezz’ora riesco persino a recuperare il famigerato codice a tre cifre, ma nemmeno questo basta: secondo il gerente “corrisponde a un altro importo”. Un labirinto kafkiano senza via d’uscita.
Come se non bastasse, durante tutta la vicenda ci hanno fotografati senza consenso e hanno fotografato un mio documento. Comportamenti gravissimi e potenzialmente illegali.
Non entro nel merito del cibo, perché qui il problema è ben più serio:
• totale disorganizzazione
• gestione arrogante
• mancanza di rispetto verso il cliente
• esposizione pubblica e umiliazione
• zero assunzione di responsabilità
Una cena dovrebbe essere piacere, non un processo pubblico.
Esperienza che non auguro a nessuno.
Giusto per la cronaca entro nel merito di una potenziale denuncia:
Profili potenzialmente denunciabili (in Italia)
1. Minaccia di chiamare i Carabinieri senza fondamento
Se usata come pressione per ottenere un pagamento non dovuto, può rientrare in:
• violenza privata (art. 610 c.p.)
• oppure tentata estorsione se finalizzata a ottenere denaro con intimidazione
2. Umiliazione pubblica e accuse davanti ai clienti
Può configurare:
• diffamazione (se vi hanno fatto passare per truffatori davanti a terzi)
• trattamento lesivo della dignità personale
3. Fotografie senza consenso
Qui il terreno è molto serio:
• foto a persone senza consenso in un contesto non pubblico → possibile violazione della privacy
• aggravante se usate per “difendersi” o intimidire
4. Fotografia del documento
Questo è il punto più delicato:
• non avevano alcun titolo per fotografare un documento
• possibile violazione:
o GDPR
o Codice Privacy (D.lgs. 196/2003)
• illecita acquisizione e trattamento di dati personali
Questo da solo è sufficiente per una segnalazione al Garante Privacy, anche senza querela penale.
Quello che descrivo non è una semplice “brutta esperienza”:
è abuso di posizione, gestione aggressiva e violazione dei miei diritti.
Il fatto che io sia uscita sentendomi umiliata insieme al mio compagno è già un segnale forte di trattamento lesivo alla propria dignità