P
Response from the owner
2 mesi fa
Grazie per la sua visita. Leggendo la recensione, più che una valutazione del locale emerge una certa volontà di dare una lezione. Peccato che alcune osservazioni ignorino una premessa fondamentale: non tutti i locali nascono per replicare l’impostazione da degustazione formale. Questa è una scelta, non una mancanza. La decisione di servire i calici già pronti rientra nel format che abbiamo scelto, pensato per mantenere l’aperitivo a un prezzo accessibile (7 €). Un aperitivo da 7 € non prevede lo stesso rituale di un tasting strutturato, esattamente come nessuno pretende che un chiosco faccia il flambé al tavolo. Chi conosce davvero il settore sa che ogni livello di servizio ha costi e identità differenti. Confondere formazione con modello gestionale è un errore piuttosto comune. Quanto alla definizione di “vini mainstream” , la nostra carta include realtà come Ettore Germano, Angelo Negro, Braida, Tenuta San Francesco solo per citarne alcune e Champagne come Aubry, Leclerc Briant, Philipponnat, Abelé…Chiunque frequenti davvero il mondo del vino sa che definirli “mainstream” è quantomeno curioso. Preferiamo pensare che la parola sia stata usata con leggerezza, più per effetto retorico che per reale conoscenza della materia. Lei stesso parla di “ampia scelta” : peccato che la valutazione finale sembri raccontare un’altra storia. Succede quando si entra con ll’idea di dare un voto prima ancora di entrare nel locale. Ma va bene così: c’è chi esce per godersi un calice e chi per scrivere una recensione scenografica. Ognuno ha le proprie passioni.