Un posto rapido ma sfizioso
Il fegato ringrazia perché il cuore e gli occhi ci guadagnano: un buon connubio tra Street food e cucina tradizionale di qualità
Di fritti si tratta, ma quasi non sembra. Dimenticate le belle unte friggitorie di una volta (che per me rimangono sempre il top, sia chiaro) caratterizzate da olio riusato fino a renderlo carburante per trattori e fumi sulfurei in grado di laccarvi i capelli aggratis: qui l’accento si sposta sulla leggerezza delle fritture e sull’ artigianalità del prodotto.
Da FREEtto si entra in un mondo green, e lo testimoniano l’albero appeso al soffitto, gli arredi in legno e la parete verde, che vi accolgono in un ambiente pulito e moderno, quasi su via XX Settembre e poco distante da Barberini o Repubblica. Per una volta la metrosessualità del contesto non coincide con uno street food incolore, perchè le cibarie sono gustose e varie.
Dal supplì (ma sembra un miniarancino) cacio e pepe dal sapore deciso, alla buona pizzottella di pasta fritta col pomodoro, passando per il supplì alla matriciana di forma schiacciata (meno coraggioso però dell’altro), il calzoncino al forno, i buoni bocconcini di pollo al curry e soprattutto crocchette di patate da leccarsi i baffi, insaporite con la menta, cosa che mi ha tanto ricordato le estati salentine.
E questo è solo per limitarci a quello che abbiamo assaggiato, perchè tra fritture di pesce, carciofi, cavoli, melanzane, timballi, polpettine e molto altro (comprese le insalate), qui c’è davvero l’imbarazzo della scelta e pure a un prezzo non esorbitante.
Per fare un esempio, con 6 euro ho mangiato una crocchetta, un supplì cacio e pepe, un supplì alla matriciana, una pizzottella, accompagnati da una bevanda in lattina, quindi prezzi assolutamente standard (supplì a 1 euro).
Scegliendo il pesce il prezzo prevedibilmente sale, ma non è lo stesso contesto di “dar filettaro”, questo è lampante. C’è qualche tavolino all’interno, oppure si può optare per le due minipanchine esterne, anche perchè la via non è trafficatissima.
Insomma, a noi è piaciuto: personale cortese, cibo buono e tutto sommato leggero, grandissima varietà di scelta, fritture quasi espresse (difficile trovare “mummie di riso” sul bancone come talvolta accade) e prezzi abbordabili pur tenendo conto che siamo sul lato fighetto dello street food. Consigliato per una pausa pranzo se lavorate in zona, o per un diversivo sfizioso rispetto alla solita pizza al taglio. E’ possibile anche ordinare tramite il sito per poi passare a ritirare: ottima idea!
Di fritti si tratta, ma quasi non sembra. Dimenticate le belle unte friggitorie di una volta (che per me rimangono sempre il top, sia chiaro) caratterizzate da olio riusato fino a renderlo carburante per trattori e fumi sulfurei in grado di laccarvi i capelli aggratis: qui l’accento si sposta sulla leggerezza delle fritture e sull’ artigianalità del prodotto.
Da FREEtto si entra in un mondo green, e lo testimoniano l’albero appeso al soffitto, gli arredi in legno e la parete verde, che vi accolgono in un ambiente pulito e moderno, quasi su via XX Settembre e poco distante da Barberini o Repubblica. Per una volta la metrosessualità del contesto non coincide con uno street food incolore, perchè le cibarie sono gustose e varie.
Dal supplì (ma sembra un miniarancino) cacio e pepe dal sapore deciso, alla buona pizzottella di pasta fritta col pomodoro, passando per il supplì alla matriciana di forma schiacciata (meno coraggioso però dell’altro), il...
Il fegato ringrazia perché il cuore e gli occhi ci guadagnano: un buon connubio tra Street food e cucina tradizionale di qualità
Da FREEtto si entra in un mondo green, e lo testimoniano l’albero appeso al soffitto, gli arredi in legno e la parete verde, che vi accolgono in un ambiente pulito e moderno, quasi su via XX Settembre e poco distante da Barberini o Repubblica. Per una volta la metrosessualità del contesto non coincide con uno street food incolore, perchè le cibarie sono gustose e varie.
Dal supplì (ma sembra un miniarancino) cacio e pepe dal sapore deciso, alla buona pizzottella di pasta fritta col pomodoro, passando per il supplì alla matriciana di forma schiacciata (meno coraggioso però dell’altro), il calzoncino al forno, i buoni bocconcini di pollo al curry e soprattutto crocchette di patate da leccarsi i baffi, insaporite con la menta, cosa che mi ha tanto ricordato le estati salentine.
E questo è solo per limitarci a quello che abbiamo assaggiato, perchè tra fritture di pesce, carciofi, cavoli, melanzane, timballi, polpettine e molto altro (comprese le insalate), qui c’è davvero l’imbarazzo della scelta e pure a un prezzo non esorbitante.
Per fare un esempio, con 6 euro ho mangiato una crocchetta, un supplì cacio e pepe, un supplì alla matriciana, una pizzottella, accompagnati da una bevanda in lattina, quindi prezzi assolutamente standard (supplì a 1 euro).
Scegliendo il pesce il prezzo prevedibilmente sale, ma non è lo stesso contesto di “dar filettaro”, questo è lampante. C’è qualche tavolino all’interno, oppure si può optare per le due minipanchine esterne, anche perchè la via non è trafficatissima.
Insomma, a noi è piaciuto: personale cortese, cibo buono e tutto sommato leggero, grandissima varietà di scelta, fritture quasi espresse (difficile trovare “mummie di riso” sul bancone come talvolta accade) e prezzi abbordabili pur tenendo conto che siamo sul lato fighetto dello street food. Consigliato per una pausa pranzo se lavorate in zona, o per un diversivo sfizioso rispetto alla solita pizza al taglio. E’ possibile anche ordinare tramite il sito per poi passare a ritirare: ottima idea!
Di fritti si tratta, ma quasi non sembra. Dimenticate le belle unte friggitorie di una volta (che per me rimangono sempre il top, sia chiaro) caratterizzate da olio riusato fino a renderlo carburante per trattori e fumi sulfurei in grado di laccarvi i capelli aggratis: qui l’accento si sposta sulla leggerezza delle fritture e sull’ artigianalità del prodotto.
Da FREEtto si entra in un mondo green, e lo testimoniano l’albero appeso al soffitto, gli arredi in legno e la parete verde, che vi accolgono in un ambiente pulito e moderno, quasi su via XX Settembre e poco distante da Barberini o Repubblica. Per una volta la metrosessualità del contesto non coincide con uno street food incolore, perchè le cibarie sono gustose e varie.
Dal supplì (ma sembra un miniarancino) cacio e pepe dal sapore deciso, alla buona pizzottella di pasta fritta col pomodoro, passando per il supplì alla matriciana di forma schiacciata (meno coraggioso però dell’altro), il...