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Response from the owner
7 giorni fa
La recensione merita una precisazione, perché descrive un’esperienza che non riconosciamo nel nostro ristorante e che, per diversi elementi, ci porta seriamente a dubitare che chi l’ha scritta sia stato realmente nostro ospite.Nel nostro locale il servizio non viene mai modulato in base al prezzo della bottiglia ordinata, né tantomeno esistono clienti di “serie A” e clienti di “serie B”. È un principio sul quale abbiamo costruito il nostro lavoro quotidiano.Anzi, la nostra scelta è esattamente opposta: proponiamo volutamente una selezione di vini con prezzi ragionevoli, perché riteniamo che una cena di pesce abbia già un costo importante e non sia corretto far lievitare inutilmente il conto attraverso il vino. Per noi il cliente deve poter scegliere una bottiglia o un calice in base ai propri gusti e alle proprie possibilità, senza sentirsi giudicato per questo.Chi lavora nella ristorazione sa bene cosa significa mandare avanti un locale ogni giorno. Dietro ogni servizio ci sono ore di preparazione, acquisti, organizzazione, cucina, sala, pulizia, gestione del personale, fornitori e una quantità di lavoro che il cliente vede solo in minima parte. Il nostro ristorante vive grazie a un impegno quotidiano enorme e alla volontà di offrire un’esperienza corretta, dalla cucina al servizio.Possiamo certamente commettere degli errori. Nessun ristoratore serio sostiene il contrario. Se un cliente ci segnala un problema concreto, siamo i primi ad ascoltarlo e a cercare di migliorare. Ma una recensione dovrebbe raccontare fatti verificabili, non costruire un’immagine del locale attraverso giudizi generici e accuse che non trovano riscontro nel nostro modo di lavorare.Ci lascia inoltre perplessi il fatto che una recensione così severa non riporti alcun elemento concreto dell’esperienza: nessun piatto, nessun vino, nessun dettaglio del servizio, nessun episodio specifico che permetta di comprendere cosa sarebbe realmente accaduto. Si parla invece di un presunto atteggiamento “freddo”, “sbrigativo” e “imbevuto di sufficienza”, fino ad arrivare alla curiosa conclusione che il motivo sarebbe stato non aver ordinato una bottiglia costosa.È un’accusa molto precisa, ma completamente priva di elementi che consentano di verificarla.Per questo motivo non intendiamo trasformare una recensione in una polemica. Ci limitiamo a dire una cosa molto semplice: siamo qui ogni giorno, ci mettiamo la faccia e difendiamo il nostro lavoro. La nostra reputazione non nasce da una singola recensione, positiva o negativa, ma dal rapporto costruito nel tempo con le persone che realmente hanno scelto di sedersi ai nostri tavoli.A chi ci conosce e ci frequenta chiediamo di giudicarci per quello che vede realmente. A chi ha avuto un’esperienza negativa chiediamo di raccontarcela con sincerità e con fatti concreti: siamo sempre disponibili ad ascoltare.Quanto alle recensioni che sembrano costruite più per danneggiare che per raccontare un’esperienza reale, preferiamo lasciare che siano i fatti, il lavoro quotidiano e i nostri clienti a dare la risposta.