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Pan'unto

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Bistecca al Pan'unto
Prenditi un hamburger a Pan'unto
Cibo al Pan'unto
Platti al Pan'unto
Cibo al Pan'unto
Platti al Pan'unto
Cibo al Pan'unto
Platti al Pan'unto
Prova la cucina di mare a Pan'unto
Cibo al Pan'unto
Gli esterni di Pan'unto
Gli hamburger di Pan'unto potranno incontrare molti gusti diversi
Gli interni di Pan'unto
Dai un'occhiata agli interni di Pan'unto

Pan'unto è vicinissimo al Parco Lord Baden Powell. Ti verrà proposta la cucina italiana e mediterranea in questo ristorante. Vieni qui quando hai fame di ineguagliabili antipasto, stuzzichini e panini. I curatissimi millefoglie, tiramisù e torta sbriciolona ti impressioneranno al primo assaggio. Ottimi cordiale, prosecco o tequila sono tra le cose da bere migliori di questo locale.

Molti clienti riportano che il personale è piacevole in questo posto. È sempre un piacere passare un po' di tempo mangiando qui, grazie allo spettacolare servizio. Ti faranno piacere i prezzi bassi. Puoi aspettarti an atmosferagradevole al ristorante Pan'unto. Gli utenti di Google che visitano questo posto affermano che il punteggio più corretto è di 4.5.

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Valutazioni di Pan'unto

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(4.4/5)
548

Trip

(4/5)
242

Recensioni dei visitatori su Pan'unto

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S
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Ci sono esperienze negative e poi ci sono quelle talmente surreali che, una volta uscite dal locale, ti chiedi se sia successo davvero.

Questa appartiene decisamente alla seconda categoria.

Dopo diversi anni sono tornata in questo ristorante. Lo conoscevo già: anni fa ci avevo persino festeggiato un compleanno che ricordo con piacere.

Poi il locale è stato ristrutturato, sono cambiate alcune cose e, dopo alcune vecchie esperienze tutt’altro che piacevoli, sia personali che di persone a me vicine, avevo semplicemente scelto di non tornarci più.

Ieri sera ho pensato:
“Dai, diamogli un’altra possibilità.”

Enorme errore.

Avevo telefonato per chiedere un tavolo all’esterno. Mi è stato risposto che fuori non prendevano prenotazioni perché il tempo era incerto e all’interno non era possibile, ma che potevamo semplicemente passare.

Così abbiamo fatto.

Arriviamo verso le 22:45, siamo in due e poco dopo ci raggiunge un’amica. Ci fanno accomodare fuori.

Tutto tranquillo.

Peccato che nessuno ci abbia informato che il locale sabato avrebbe chiuso alle 24:00.

Ordiniamo una bottiglia di vino e io una tagliata con patate al forno e friarielli.

Leggo che il piatto prevede “contorni della casa”. Chiedo quali siano e mi vengono indicati patate al forno, insalata e finocchi. Chiedo quindi di sostituire l’insalata con i friarielli del menu.

Semplice.

Il piatto arriva.

Patate al forno: nessuna.

Al loro posto radicchio, carote e friarielli sott’olio.

Faccio presente con tranquillità che avevo ordinato le patate.

La risposta è:

“La cucina era chiusa.”

Va bene.

Non faccio polemica.

La carne, peraltro, era buona. Mangio quello che mi è stato portato, lascio ciò che non gradivo, chiedo semplicemente del pane e continuo serenamente la serata.

Perché può capitare che un ingrediente non sia più disponibile.

Quello che mi sarei aspettata, molto semplicemente, era di essere informata prima.

Non ho restituito il piatto.

Non ho chiesto sconti.

Non ho fatto scenate.

Ho semplicemente fatto notare che sarebbe stato corretto avvisarmi prima di sostituire ciò che avevo ordinato.
(Avrei potuto avere un’intolleranza, un’allergia o semplicemente non mangiare determinati alimenti.)

Ho chiesto soltanto del pane, e ho continuato tranquillamente la mia cena.

Ma evidentemente il problema non erano le patate.

Il problema è arrivato intorno la mezzanotte.
Il preconto ci arriva alle 00:12.

Eravamo ancora sedute al tavolo, con una bottiglia ancora da finire, mentre stavamo tranquillamente chiacchierando.

Arriva il proprietario, e con tono tutt’altro che cortese, ci comunica che a mezzanotte il locale chiude.

Benissimo.

Nessuno pretende che un ristorante rimanga aperto oltre il proprio orario nonostante il pienone di persone in giro nelle immediate vicinanze.

Il problema non è l’orario.

Il problema sono i modi.

Se alle 22:45, quando siamo arrivate, ci avessero detto:
“Ragazze, vi informiamo che alle 24 chiudiamo, quindi vi chiediamo di organizzarvi con i tempi della cena”,

avremmo risposto semplicemente:
“Certo, nessun problema.”

Probabilmente invece di una bottiglia avremmo ordinato qualche calice.

Invece questa informazione arriva quando siamo già sedute, abbiamo ordinato, consumato e abbiamo ancora una bottiglia sul tavolo.

Ci stavamo semplicemente organizzando per finire. Mentre aspettavamo che si alzasse anche l’altro tavolo rimasto.

Passano una decina/quindicina di minuti.

Arriva nuovamente il proprietario.

Questa volta, come se non bastasse già, con un tono decisamente aggressivo e spropositato rispetto alla situazione:

“Che cosa non avete capito del fatto che io ho detto che a mezzanotte chiudiamo? Non ci siamo capiti? ”

Avevamo capito.

Perfettamente.

Mi scuso e spiego che stavamo solo finendo ciò che avevamo ordinato. Ma rimango basita dai modi tutt’altro che cortesi.

Mi alzo subito e vado personalmente a pagare.

A quel punto provo a spiegare, civilmente, che non sono questi i modi di rivolgersi alle persone.

Ma parlare con lui si rivela praticamente impossibile.

Mi parla continuamente sopra.

Non mi lascia terminare una frase.

Sostiene che siamo state noi le maleducate.

Arriva persino a coinvolgere la mia amica, definendola maleducata, nonostante non avesse praticamente proferito parola.

E poi arriva la frase che, sinceramente, trovo ancora più surreale:

“Io ho nove dipendenti e per colpa vostra li devo pagare un’ora in più perché voi non vi alzate dal tavolo.” (Tutto ciò si svolge alle 00:20.)

Una considerazione che trovo piuttosto singolare.

L’organizzazione dell’orario di chiusura e del personale appartiene alla gestione del locale.
Non al cliente.

Se il ristorante chiude a mezzanotte, lo si comunica.

Se la cucina chiude prima, lo si comunica.

Se non è più possibile ordinare determinati piatti, lo si comunica.

La comunicazione, questa sconosciuta.

E quando finalmente riesco a parlare, sempre con una voce che continua a sovrastarmi, faccio presente anche la questione della tagliata.

Avevo ordinato una cosa e me ne è stata servita un’altra.
Questo per dire che nonostante il disservizio, io diversamente, non mi sono comportata in maniera sgarbata, e sinceramente mi sarei aspettata di essere trattata in maniera altrettanto educata.

La risposta continua a essere:

La cucina era chiusa.
Dicendomi che mi avessero fatto praticamente un favore.

Mi viene inoltre fatto presente che i friarielli, normalmente, sarebbero stati fatti pagare a parte invece me li ha messi nello stesso piatto avrei dovuto ringraziarlo.

Ma la domanda è molto semplice:

CHI HA CHIESTO DI NON PAGARLI?

Se ordino A e B e mi porti C e D senza avvisarmi, il problema non è il prezzo di C e D.

Il problema è che non hai portato ciò che avevo ordinato.

E ribadisco ancora una volta:

io non ho fatto scenate.

Ho mangiato quello che mi è stato portato.

Ho pagato regolarmente il conto.

E in cambio ho ricevuto un atteggiamento che, sinceramente, non avevo mai sperimentato in un ristorante.

Mentre esco, ormai completamente basita, mi scappa: “Mamma mia, quanta maleducazione...”

E una persona dello staff mi risponde:
“Sì, sì. Come te.”

A quel punto non ho replicato.
Non perché non avessi nulla da dire.

Perché non c’era più nulla da capire.

Un piatto può arrivare sbagliato.

La cucina può chiudere.

Un locale può avere un orario.

Sono tutte cose normali.

Quello che non è normale è trattare con arroganza chi sceglie voi, entra, consuma e paga.

Perché alla fine una ristrutturazione può cambiare le pareti, i tavoli, l’arredamento.

Ma c’è qualcosa che non si cambia con una ristrutturazione: il modo in cui si scelgono di trattare le persone.

Perché un cliente può dimenticare una cena.

Può dimenticare un piatto sbagliato.

Può persino dimenticare una serata mediocre.

Quello che difficilmente dimentica è come lo hai fatto sentire.

Questa sera io ho perso completamente la voglia di tornare.

E a Cassino e dintorni, per fortuna, ci sono tanti posti in cui scegliere di andare a cena.

Posti in cui, oltre a mangiare meglio, non devi chiederti se essere trattato con educazione sia ancora compreso nel servizio.
Tiporapid De Monte Richiedere la rimozione di informazioni
Un antipasto Pan'unto abbondante con cui abbiamo stuzzicato in 2 persone. Arrosticini di pecora con patate fritte molto buoni Tutto molto buono e prezzi nella norma. Location molto particolare Vintage. Food: 5 Service: 5 Atmosphere: 5
D
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Tavolo prenotato da un’amica per aperitivo, arriviamo in orario, dato che inizia a piovere e con il locale vuoto, ci viene detto che o ci mettiamo sotto la pioggia o possiamo andare altrove! Siamo andati altrove ma non metteremo più piede li! Viva l’abbondanza e la pessima educazione!
Italiana, Mediterranea, Specialità al barbecue
€€ Fascia prezzo a persona €20 - €30
Pan'unto sulla mappa
© OpenStreetMaps contributors
Via P. Falese, 10
Cassino, Lazio, Italia
Indirizzo
Via P. Falese, 10, Cassino, Lazio, Italia
Caratteristiche
Posti a sedere all'aperto Cibo da asporto Carte di credito accettate Prenotazione Accessibile in sedia a rotelle
Orari d'apertura
LunedìLun 19:00-00:00
MartedìMar 19:00-00:00
MercoledìMer Chiuso
GiovedìGio 19:00-00:00
VenerdìVen 19:00-00:00
SabatoSab 19:00-00:00
DomenicaDom 19:00-00:00
Sito web
Instagram
@panunto_cassino
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