Massimo Battaglini

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Italiana
€€ Fascia prezzo a persona €9 - €23
Massimo Battaglini sulla mappa
© OpenStreetMap contributions
Viale Cristoforo Colombo, 106
Foggia, Puglia, Italia
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23 foto
Cibo al Massimo Battaglini
Platti al Massimo Battaglini
Massimo Battaglini propone un'ampia gamma di dessert
Cibo al Massimo Battaglini
Platti al Massimo Battaglini
Torta al cioccolato al Massimo Battaglini
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La cucina italiana è il vanto del caffè bar Massimo Battaglini. Secondo l'opinione dei visitatori, qui i camerieri servono kacamak ineguagliabile. Parecchi clienti riportano che in questo posto puoi avere un gelato veramente gustoso. Una selezione di fantastico cappuccino è proposta ai visitatori.

Diversi visitatori sottolineano che il personale è professionale in questo caffè bar. Il rating medio di questo locale su Google è di 4.6.

Spesso citati nelle recensioni

Valutazioni di Massimo Battaglini

Recensioni dei visitatori su Massimo Battaglini

/ 35
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M
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prendere i dolci da Battaglini equivale ad acquistare un gioiello, prezzi da mettere le mani nei capelli, follia pura. 4 semplici dolci 11.50, un furto direi. gli stessi dolci presi in un altra pasticceria quasi la metà. non ci tornerò mai più e me ne guarderei bene dal consigliarlo.
T
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Premetto che non ho l’abitudine di lasciare recensioni nel web, nè positive e nemmeno negative, perché di solito i miei commenti li faccio personalmente ai titolari e al personale dei locali che frequento e, fino a ieri sera, non ho mai avuto problemi; ma stavolta non ne posso fare a meno, perché sono a dir poco scioccata. Ieri ad ora di pranzo mio marito si reca in questo posto e chiede un chilo di gelato artigianale al gusto melone, gusto che , ahimè, abbiamo constatato essere del tutto assente e, per di più, mancava proprio lo zucchero, cioè il prodotto era completamente insapore. Nel pomeriggio mio marito si reca al bar e fa presente a una dipendente che quel prodotto preso poco prima era “immangiabile” (qualsiasi dizionario vi spiegherebbe che questo termine definisce qualcosa che “non si può mangiare”, e noi quel prodotto non l’abbiamo potuto mangiare perché avrebbe significato mangiare qualcosa senza capire cosa si stesse mangiando). La dipendente risponde che il prodotto potrebbe aver subito alterazioni durante il trasporto (8 minuti in macchina dal bar a casa nostra, con tanto di zaino frigo con siberino ghiacciato), ma mio marito risponde che il problema del prodotto non era la qualità in generale o la consistenza, bensì un sapore che ci è stato venduto ma che restava solo nel nome. Alla fine la dipendente chiede il perché non l’avesse riportato indietro e mio marito educatamente risponde che voleva fare solo presente la cosa, così, giusto per contribuire alla crescita futura di un’attività e per non commettere errori simili, per migliorare. In serata non resisto, prendo il gelato e vado con mio marito in questo locale, con il massimo della discrezione, in disparte (ma tanto il locale era vuoto), faccio presente la cosa ad un’altra dipendente che dice di andare a chiamare il pasticciere (finalmente): bene, da questo momento all’arrivo del pasticciere passano più di 5 minuti, durante i quali intravediamo in lontananza tre ragazze parlottare con il pasticciere e ridere di tutta la situazione. E va bene, fin qua, diciamo che ce la teniamo tutta questa sceneggiata, perché potremmo aver visto male noi. Arriva il pasticciere (alle spalle aveva due ragazze, le dipendenti, che hanno commentato animatamente tra di loro tutta la situazione per tutto il tempo; e la stessa cosa l’hanno fatta un’altra ragazza e la titolare che, invece, si trovavano alle nostre spalle) che mi spiega che i suoi gelati sono fatti con prodotti naturali, che nello specifico il melone lo fa comprando direttamente i meloni dal fruttivendolo, assaggiandolo e procedendo se è il caso alla produzione del gelato (e già qui, ho provato a rispondere che evidentemente i meloni usati per il gelato che mi è stato venduto erano da scartare…Inoltre, avrei potuto aggiungere che un gelato fatto esclusivamente con prodotti naturali, così come lo vendono loro a noi comuni “ignoranti”, non me l’avrebbero mai fatto pagare alla modica cifra di 22€ al chilo, ma l’avrei pagato moltissimo di più, ma questa è un’altra storia). Replico al pasticciere che, innanzitutto io non avrei voluto portare indietro il prodotto perché non ne discutevo affatto la qualità in generale, che il gelato insomma, non aveva subito alterazioni nè ci aveva fatto male o cose del genere; l’ho portato perché così ci era stato chiesto qualche ora prima e che era stata messa in dubbio la modalità di trasporto del gelato; ho aggiunto che capisco la procedura da lui adottata, ma che avrei voluto anche che lui capisse il cliente e la delusione che è stata non poca nell’assaggiare un gelato che doveva sapere di melone e che, invece, mancava sia del sapore del melone e anche di zuccheri, insomma, che era completamente insapore; inoltre, ho continuato dicendo che, a quel punto, non osavo immaginare che sapore avesse il gusto al limone (ho fatto l’esempio del limone perché è il gusto che di solito, se non lo si sa fare, rischia davvero di sembra acqua zuccherata) fatto direttamente ed esclusivamente con i limoni, con la sua procedura insomma: a queste parole interviene ad alta voce una ragazza alle sue spalle: “La signora non capisce proprio niente” e l’ho ammonita dicendole che non si sarebbe dovuta permettere (e il pasticciere, che presumo fosse anche il titolare) avrebbe dovuto dirle di farsi da parte e non intromettersi nel dialogo che stavamo tenendo lui, in quanto, professionista, ed io in quanto una delle persone che li fanno campare; ho aggiunto che noi volevamo solo fare presente questa cosa e che magari la prossima volta avremmo assaggiato un altro gusto, ma dal momento che il gelato al melone è uno dei gusti che mangio da sempre e spesso ovunque, riesco a ad apprezzarlo o meno se il caso lo richiede; inoltre, mi sono permessa di dire che avendo optato per l’acquisto di un gelato “artigianale” che abbiamo pagato a 22€ al chilo, ci aspettavamo un certo prodotto, con una determinata qualità, sapore, consistenza, e che se avessimo voluto un prodotto diverso avremmo comprato un gelato industriale, seppur delle migliori marche. A queste parole, la ragazza alle mie spalle urlando dice: “Ancora che parlate? Dateci i soldi indietro e fatela andare a questa!”. Ho provato a replicare sempre educatamente (nonostante le due repliche aggressive delle due dipendenti) che il problema non era il reso del gelato o dei soldi, ma non è stata cosa: mi vengono sbattuti i soldi sul banco e la titolare alle mie spalle aggiunge con il sangue agli occhi: “Prenditi i soldi e lascia il gelato!”. A quel punto oltre a lasciar loro il gelato, lascio anche i soldi e dico che non è un modo di fare degno di un’attività che si rispetti, che io sono andata con calma, educazione e discrezione a parlare di una questione che, se discussa nel migliore dei modi, avrebbe potuto giovare solo loro; la titolare e tutti gli altri ci aggrediscono con tanto di urla (e più volte li ho invitati ad abbassare i toni perché non era affatto il caso, ma sembrava di stare al mercato rionale), rispondendo che noi abbiamo “offeso il loro prodotto”, che sono stata una “grandissima maleducata”, che non mi sarei dovuta permettere di “portare il mio culo in casa loro per offenderli”, che lei “si sveglia alle 5 la mattina per lavorare e mi può sbattere in faccia tanto di HACCP” (e qua hanno dato prova del fatto che non hanno capito un cavolo del nostro appunto, che noi non abbiamo contestato la qualità in generale, ma una delle specifiche caratteristiche che dovrebbe avere un gelato artigianale degno di questo nome), che “sono andata solo perché ho pagato assai il gelato, che il problema era solo quello, che non capisco niente” e, alla fine, ha urlato con tanto di trasfigurazione facciale “fuori di quaaaa, fuori da casa miaa!”. Ancora educatamente ho risposto che quella reazione generale è stata la risposta a tutto, mi sono girata e sono andata via. Titolare e dipendente, uscendo dal locale per mettersi in macchina, continuando ad urlare aggiungono: “Se veramente non è venuta per i soldi, lo lasciava il gelato e invece se l’è portato”. Ho replicato, infine, che in tutto questo hanno blaterato solo per discolparsi e non per capire, infatti, il gelato è sempre stato sul banco da quando l’ho portato e lì c’è rimasto. Morale: mio marito voleva solo addolcirmi con il mio gusto preferito e ieri ci è andata male, e vabbè, capita; in 36 anni per la prima volta sono stata descritta come una persona maleducata, e mi tengo ingiustamente anche questo; ma voglio solo aggiungere una cosa: io magari “non capirò niente” e pure mio marito, magari il vostro “gelato” al melone e il migliore di Foggia e provincia, ma devono passare anni luce prima che voi riusciate a gestire nel migliore dei modi possibili e impossibili un’attività del genere, che richiede in primis EDUCAZIONE e poi tutta la burocrazia (necessaria) del caso, tra cui l’HACCP (che ripeto, nel mio caso non era in discussione). Io imparerò ad assaporare i gusti del gelato, perché nella vita non si smette mai di imparare. Ma voi fatevi un bagno di umiltà.
g
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Disorganizzazione e NON professionalità mai vista. Attesa solo per pagare, poi, addetti al banco che vagano per il locale senza un perché ed ogni tanto spariscono nel laboratorio, proprietaria e figlia che parlottano con i clienti che aspettano al banco, spugne che vengono utilizzate per le pulizie che finiscono sul piattino di servizio dei cornetti. Ditemi voi se tutto questo può essere considerato per un servizio pubblico, mah. Quando si dice che il grasso ha preso alla gola.
Italiana
€€ Fascia prezzo a persona €9 - €23
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Viale Cristoforo Colombo, 106
Foggia, Puglia, Italia
Indirizzo
Viale Cristoforo Colombo, 106, Foggia, Puglia, Italia
Servizi e caratteristiche
Posti a sedere all'aperto Cibo da asporto Accessibile in sedia a rotelle
Sito web

Piatti deliziosi a Foggia

Servizi e caratteristiche dei ristoranti a Foggia

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