Se ti capita di essere nei paraggi del Le Cornici di Sergio Colussa, puoi fermarti in questo ristorante. Questo locale è noto per la cucina italiana che propone. I curatissimi brodo, gnocchi e risotto hanno un sapore gradevole. Vieni qui quando hai fame di gustosi semifreddo, strudel e tiramisù. Questo posto serve dei deliziosi cordiale, vino della casa o merlot. Una selezione di ottimo caffè è proposta agli ospiti.
Il disponibile personale lavora duramente, ha un atteggiamento positivo e rende questo posto meraviglioso. Questo ristorante assicura ai suoi visitatori un encomiabile servizio. I prezzi vengono ritenuti abbordabili qui. Potrai apprezzare un camino moderno e un'atmosfera attraente al ristorante Trattoria Alla Vedova. In base al rating Google, Trattoria Alla Vedova si ĆØ guadagnato 4.4.
Spesso citati nelle recensioni
Recensioni dei visitatori su Trattoria Alla Vedova
/ 663
| LunedƬLun | Chiuso |
| MartedƬMar | 11:00-14:30 19:00-22:30 |
| MercoledƬMer | 12:00-14:30 19:00-22:30 |
| GiovedƬGio | 12:00-14:30 19:00-22:30 |
| VenerdƬVen | 12:00-15:00 19:00-22:30 |
| SabatoSab | 10:00-14:30 19:00-22:30 |
| DomenicaDom | 11:00-15:00 |
Lāoverbooking in ristorante ĆØ altrettanto fastidioso e non ĆØ MAI comprensibile.
Dopo forse trentāanni ritorno āAlla Vedovaā. Riconosco che, pur non essendo superstizioso, offrire un pranzo a mia moglie āAlla Vedovaā non mi mette affatto a mio agio. Però con i suoi duecento anni di storia e una costante presenza sulla guida Michelin non posso certo farmi condizionare dal nome.
Prenoto, indicando con precisione lāorario di arrivo.
Lāimmobile ĆØ in ristrutturazione, ma lāaccesso ĆØ comunque agevole e non richiede eccessivi slalom tra ponteggi e impalcature.
Qualche precauzione in più deve invece essere adottata allāinterno per evitare collisioni con stoviglie, portate e camerieri decisamente troppo impegnati per accorgersi del cliente in attesa allāingresso.
Finalmente qualcuno si accorge dei nuovi arrivati. Però ⦠la prenotazione non cāĆØ.
Quasi come novella archeologa alla ricerca dellāarca perduta, la titolare, con la massima cortesia, ma non senza un evidente imbarazzo, analizza lāagenda, ne interpreta le scritturazioni non sempre di facile decifrazione, indaga su chi abbia ricevuto la telefonata ⦠e la prenotazione finalmente appare. Su un foglietto colorato che non ĆØ stato trascritto in agenda!
Peccato però che, trovata la prenotazione, il ristorante sia al completo e il posto non ci sia.
Ma qualcuno ĆØ giĆ arrivato al secondo: pochi minuti e il posto sarĆ senzāaltro disponibile.
Vengo fatto sedere nella zona bar, separata dalla zona pranzo e priva di riscaldamento, e mi viene offerto lāaperitivo con il classico grissino con prosciutto. Oggettivamente la situazione non ĆØ piacevolissima.
Sulla parete di fronte cāĆØ il trofeo di un cervo, o forse di un daino, con addobbi natalizi e lanterne appese al palco, che con il suo sguardo triste sembra dirmi āA me ĆØ andata male, ma neanche a te sta andando troppo bene ā¦ā.
Passa circa mezzāora. Lāimbarazzo delle titolari ĆØ palpabile. Sinceramente mi dispiace. Me ne andrei, ma lo trovo irrispettoso per il lavoro altrui, che ritengo debba comunque sempre essere rispettato.
Chiedo se cāĆØ la possibilitĆ di avere una stufetta, che mi viene cortesemente fornita, ottenendo il risultato che il grissino con il prosciutto, tuttāaltro che disprezzabile ad onor del vero, viene aromatizzato dal bouquet del combustibile della stufa catalitica.
Dopo cinquanta minuti dallāarrivo, e non senza ulteriori aggiustamenti allāassetto della sala, il posto viene trovato.
Cucina. Che dire. Né il mio umore, né lo spirito sono certamente dei migliori. Indubbiamente da un ristorante/trattoria da sempre presente sulla guida Michelin mi sarei aspettato di più.
La polenta morbida con funghi e scaglie di grana è depennata dal menù e sostituita con un piatto assolutamente accettabile, ma che non è quello indicato sul menù.
La Rosa di Gorizia con pere, montasio e balsamico ĆØ buona. Però non ĆØ Rosa di Gorizia, ma ĆØ Rosa dellāIsonzo, che probabilmente non può essere presentata come tale perchĆ© finchĆ© il Consorzio non la valorizzerĆ adeguatamente nessuno la conosce.
Il cabernet sauvignon al calice (il codice della strada lo impone!) ha la sua validitĆ , ma non si può dichiarare āLe apro una bottigliaā, apertura per altro gradita, ma non richiesta, e poi mandare un cameriere che, se non proprio con un fondo di bottiglia, serve il calice quanto meno con lāultimo quarto della bottiglia.
Buoni, ma non certamente da guida Michelin, i tortelloni ripieni di ricotta e carciofi. Sicuramente da rivedere lāinterazione tra i sapori negli gnocchi di zucca con ricotta affumicata.
Gustosa e ben preparata la tartare di manzo e indubbiamente interessante la salsa allāerbetta rossa e kren. Anche se servita in una ciotolina talmente piccola da dare veramente lāimpressione che si trattasse di un avanzo della salsa. In fin dei conti non ĆØ tartufo: se erbetta rossa e kren si avanzano e vengono buttati non ĆØ un dramma.
Buono anche il musetto e brovada. Ma buono come lo si potrebbe trovare in un qualsiasi agriturismo, non con le aspettative di un ristorante citato dalla guida Michelin.
Forse per la prima volta ho veramente dubitato dellāoggettivitĆ degli ispettori Michelin.
Ottimo, veramente ottimo, il tiramisù della casa e buono anche il budino di uva fragola con frollini, anche questi probabilmente finiti perchĆ© ce nāerano giusto due, e proprio frollini ini iniā¦
Termino il pranzo non più sotto lo sguardo del cervo, ma di quello di Cecco Beppe, o se vogliamo dare al locale quellāausteritĆ che parrebbe meritare, di Francesco Giuseppe I dāAsburgo-Lorena, imperatore dāAustria, che dalla riproduzione di una foto dellāinizio del novecento mi guarda severo dalla parete di fronte.
E anche lui pare ricordarmi la necessità di saper apprezzare ciò che si ha, tanto o poco che sia.
Ho pranzato il 21 gennaio, nel centesimo anniversario della morte di Lenin. E a lui le cose non sono andate proprio bene bene.
E anche Cecco Beppe, il Kaiser il cui nome ĆØ ancora riportato nellāantica insegna fuori dal locale, alla fin fine ĆØ stato un perdente.
Io ho, sƬ, aspettato quasi unāora, ma tutto sommato ho la pancia piena.
Marco Marmiere - San Daniele del Friuli